È incentrato sui cambiamenti nel mondo del lavoro l’ultimo numero di “Storie di dati – Le trasformazioni dell’Italia”, la pubblicazione curata da Istat per celebrare il centenario dell'Istituto, raccontando l'evoluzione demografica, sociale ed economica dell'Italia.
Nel 1861 in Italia gli occupati sono 15,5 milioni (oltre il 70% della popolazione); pochi bambini vanno a scuola, la maggior parte lavora con un impegno in attività perlopiù poco qualificate e prive di tutele. Nel 2025 gli occupati sono oltre 24 milioni e rappresentano il 41% della popolazione. La fotografia dell’Istat mette in evidenza come in oltre 150 anni la partecipazione al lavoro e le sue condizioni e caratteristiche hanno subìto cambiamenti profondi, legati a quelli della società e dell’economia del Paese.
L’evoluzione economica segna un profondo cambiamento nel mondo del lavoro: se nel 1861 l’agricoltura assorbe il 70% dell’occupazione, nel 2025 il 70% degli occupati lavora nei servizi, poco più di un quarto nell’industria e appena il 3,5% in agricoltura,