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Quaderni di Tecnostruttura - Quaderno del 31 marzo 2026

Educazione e lavoro, “La Scuola delle Regioni” si racconta a Didacta Italia 2026

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Filiere formative tecnologico-professionali in Friuli Venezia Giulia

Di Remy Da Ros
Assistenza tecnica IAL FVG per la Regione FVG
Di Elisa Marzinotto
Regione FVG, direttore Servizio Formazione

Per capire se una riforma del sistema di istruzione e formazione regionale ha preso avvio, bisogna guardare da dove è partita e come si è organizzata sul territorio. Nel caso delle Filiere Formative Tecnologico Professionali (FFTP), previste dalla legge n. 121 dell’8 agosto 2024, la scelta della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è stata chiara fin dall’inizio: partire dal lavoro reale, dai processi produttivi e dai fabbisogni, e costruire un’architettura che renda leggibile ai giovani (e praticabile per scuole ed enti) un percorso coerente “dal secondo ciclo ai percorsi di istruzione tecnica superiore (ITS)”.

Tolto il primissimo anno (a.s. 2024/25) avviato nell’ambito della sperimentazione ex art. 11 del DPR 275/1999 dei percorsi di Istruzione, che ha visto l’avvio in regione di sole due sperimentazioni scolastiche senza il concorso dei percorsi di Istruzione e Formazione professionale (IeFP), successivamente la Regione Friuli Venezia Giulia ha coordinato l’attività di confronto tra istituti secondari, enti di formazione professionali regionali, ITS e Cluster ed esercitato la competenza in materia di programmazione formativa dei percorsi della filiera medesima, in accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale, definendo le modalità realizzative.

Con deliberazione di Giunta regionale n. 2010/2024 ha approvato le Linee guida regionali (1) che collocano la FFTP dentro un contesto economico in trasformazione: digitalizzazione dei processi, ridefinizione delle filiere di produzione, riconfigurazione delle catene di valore; tutto ciò comporta necessariamente innovazione tecnologica e fabbisogni di nuove competenze. In questo quadro, la filiera formativa, istituita dalla Legge 121/2024, viene descritta come leva per rendere strutturale il raccordo tra il sistema educativo secondario (Istituti tecnici e professionali scolastici e Istruzione e formazione professionale regionale) con il sistema terziario professionalizzante (ITS Academy).


Note

(1): Approvate con Delibera Giunta regionale 2010 del 20/12/2024 e aggiornate con Delibera Giunta regionale 1757 del 05/12/2025. 

Dalla norma al “modello” la scelta FVG

Il tratto distintivo del Friuli Venezia Giulia (FVG) è che il modello dichiarato non nasce “a tavolino” in astratto, ma viene ancorato esplicitamente alle priorità di competenze espresse dal sistema regionale dei Cluster (2). Qui sta la prima innovazione: l’analisi dei fabbisogni a monte non è un passaggio accessorio, ma una premessa organizzativa.

Le Linee guida ricordano infatti che i Cluster operano come sistema intelligente capace di attivare sinergie e, soprattutto, sviluppano già collaborazione con il sistema educativo e formativo, contribuendo alla rilevazione dei fabbisogni occupazionali e al dialogo con gli ITS Academy.

In altri termini, non si tratta solo di “sentire le imprese”, ma di usare una infrastruttura regionale di intermediazione (i Cluster) per collegare in modo continuativo innovazione, profili emergenti e progettazione formativa.

Nel modello FVG quindi i Cluster non sono solo “stakeholder”, ma diventano lo snodo che orienta priorità, profili e competenze verso cui indirizzare l’offerta.

 

 

 

 


Note

(2): I cluster tecnologici del Friuli Venezia Giulia sono reti regionali che aggregano imprese, università, centri di ricerca ed enti pubblici per promuovere innovazione e competitività in settori chiave. Riconosciuti dalla L.R. 3/2015, mirano a sviluppare sinergie per la crescita economica, la trasformazione digitale e il trasferimento tecnologico. Attualmente sono attivi i cluster dell’Economia marittima/aerospazio/rinnovabili, Agrifood, Tecnologie digitali, Scienze della vita, Legno/arredo casa, COMET Metalmeccanica, Cultura e creatività oltre che il Turismo.

Filiera e reti: due livelli che si parlano

La seconda innovazione è di governance: non una singola rete “che fa tutto”, ma un impianto a due livelli. Le Linee guida definiscono una fisionomia che distingue:

• Un livello regionale: più filiere a dimensione regionale che assumono una fisionomia e un collegamento con le caratteristiche produttive dei Cluster; sono filiere agganciate ai SEP (Settori Economici Professionali dell’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni), che al loro interno individuano i Processi di lavoro dei SEP più strategici per l’economia regionale; processi di lavoro quindi come unità di progettazione e ponte più diretto tra scuola/formazione e imprese.


• Un livello territoriale: reti/campus subregionali, composte da istituzioni scolastiche e formative, che erogano percorsi quadriennali (IT/IP/IeFP), attivando connessioni sia orizzontali sia verticali verso ITS Academy (ed eventuali percorsi IFTS).

Questa architettura serve a tenere insieme due esigenze complementari: dialogo continuo con i Cluster (quindi con l’evoluzione del lavoro) e, contemporaneamente, flessibilità territoriale per attivare più reti con processi diversi dentro la stessa filiera o, viceversa, reti su uno stesso processo presenti in territori diversi.

Questa organizzazione evita due rischi opposti: da un lato, una regia troppo centralizzata; dall’altro, reti che nascono “a macchia di leopardo” senza una grammatica comune. La distinzione filiere/reti è esplicita nelle Linee guida e ne costituisce la spina dorsale organizzativa.

  

 

 

Accompagnamento iniziale: creare le condizioni perché le reti nascano davvero

Se si vuole che un partenariato sia reale, serve un investimento intenzionale su linguaggio comune, aspettative, chiarimenti su ruoli e vincoli. In altre parole: la rete non si “decreta”, si costruisce.

Per questo la Regione, mentre da un lato stava costruendo le Linee Guida di cui sopra approvate a dicembre 2024, ha nel contempo organizzato dal mese di maggio gli incontri con i Cluster regionali e, in accordo con l’USR, un incontro seminariale in presenza con i referenti degli Istituti di Istruzione, degli IeFP regionali e degli ITS Academy interessati ai percorsi formativi in filiera, con l’obiettivo di illustrare la riforma 4+2 e favorire la nascita delle reti.

A questo primo incontro ne sono succeduti molti altri, tra fine ottobre e inizio novembre, specifici di filiera/processo al fine di raccordare le opportunità del sistema dell’istruzione, della formazione professionale regionale e degli ITS.

Tutto ciò ha portato all’attivazione a dicembre 2024 (avvio anno formativo 2025/26) di 7 filiere con 11 reti territoriali a cui hanno fatto seguito a dicembre 2025 (avvio anno formativo 2026/27) due nuove filiere per complessive 20 reti, con un aumento delle scuole coinvolte da sette a tredici e degli enti formativi regionali da quattro a dieci.

Le filiere ad oggi attive in Regione Friuli Venezia Giulia fanno riferimento ai settori della Metalmeccanica e Meccatronica, dell’Energia, dei Servizi commerciali, dell’Edilizia, dei Servizi digitali, del Turismo e Agroalimentare. A partire dall’anno scolastico 2026/27 si avvieranno anche i percorsi in filiera nel settore della Logistica e della Chimica.

Rispetto alla Istruzione e Formazione Professionale Regionale (IeFP) la Regione ha attivato delle misure di potenziamento quali:

• aumento delle ore annuali dei percorsi (da 1.056 a 1.188) e rimodulazione delle ore di alternanza (percorsi ordinari anziché duali) in modo da potenziare la formazione delle competenze di base e trasversali;
• uno specifico percorso di accompagnamento per il coordinamento, la progettazione e la promozione delle filiere formative tecnologico-professionali;
• una specifica misura di potenziamento delle attrezzature laboratoriali;
• il potenziamento dei modelli di didattica attiva;
• una collaborazione con la Regione Lombardia per lo sviluppo di specifici strumenti e metodologie di valutazione degli apprendimenti (per risultato), in particolare sulle competenze di base e a tendere su quelle trasversali (3).

Nei paesi dell’Unione Europea, l’obiettivo di creare, nell’ambito dell’istruzione tecnica e professionale, un percorso ordinamentale che raccordi il mondo della scuola e quello del lavoro è una realtà ampiamente consolidata. Così come la riduzione da cinque a quattro anni dell’istruzione secondaria.
Per la Regione Friuli Venezia Giulia la riforma delle Filiere Formative Tecnologico Professionali e la nuova geometria 4+2, rappresenta un’opportunità di consolidare la connessione del sistema dell’istruzione e della formazione professionale alle richieste del tessuto produttivo locale, di potenziare il necessario adeguamento delle competenze a fronte di una fase storica caratterizzata da una accelerazione senza precedenti dei processi di trasformazione tecnologica, produttiva, culturale e sociale, che rischiano di aumentare il divario tra i sistemi formativi e il mondo del lavoro.

Diverse sono le sfide che questa riforma pone al centro delle scelte regionali. È necessaria una strategia complessiva per ridisegnare l’intero sistema di programmazione del sistema di istruzione e formazione in termini di attrattività e risposta alle scelte delle studentesse e degli studenti del territorio regionale, che deve coniugare una vasta offerta di percorsi tradizionali e sperimentali di istruzione e formazione con un tema legato alla denatalità. È altresì fondamentale per le Filiere Formative Tecnologico Professionali regionali investire sulla contaminazione e integrazione del mondo dell’istruzione con quello della formazione professionale, rendendo effettiva la coprogettazione dell’offerta, la flessibilità didattica e organizzativa, l’adozione di metodologie innovative, l’utilizzo in rete di tutte le risorse professionali, logistiche e strumentali disponibili e il dialogo continuo con il sistema produttivo locale.

La capacità di formare figure professionali in grado di operare immediatamente in ambiti tecnologici avanzati, rispondendo alla rapida evoluzione del mercato e al superamento dello skill mismatch, si conferma come un elemento centrale per l’attrattività e la competitività territoriale.

  

 

 


Note

(3): Come auspicabile dalla legge n. 22 del 19/02/2025 sullo sviluppo di competenze non cognitive e trasversali nei percorsi delle istituzioni scolastiche e nei percorsi di istruzione e formazione professionale.

Filiere formative tecnologico-professionali in Friuli Venezia Giulia

Di Remy Da Ros
Assistenza tecnica IAL FVG per la Regione FVG
Di Elisa Marzinotto
Regione FVG, direttore Servizio Formazione

Per capire se una riforma del sistema di istruzione e formazione regionale ha preso avvio, bisogna guardare da dove è partita e come si è organizzata sul territorio. Nel caso delle Filiere Formative Tecnologico Professionali (FFTP), previste dalla legge n. 121 dell’8 agosto 2024, la scelta della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è stata chiara fin dall’inizio: partire dal lavoro reale, dai processi produttivi e dai fabbisogni, e costruire un’architettura che renda leggibile ai giovani (e praticabile per scuole ed enti) un percorso coerente “dal secondo ciclo ai percorsi di istruzione tecnica superiore (ITS)”.

Tolto il primissimo anno (a.s. 2024/25) avviato nell’ambito della sperimentazione ex art. 11 del DPR 275/1999 dei percorsi di Istruzione, che ha visto l’avvio in regione di sole due sperimentazioni scolastiche senza il concorso dei percorsi di Istruzione e Formazione professionale (IeFP), successivamente la Regione Friuli Venezia Giulia ha coordinato l’attività di confronto tra istituti secondari, enti di formazione professionali regionali, ITS e Cluster ed esercitato la competenza in materia di programmazione formativa dei percorsi della filiera medesima, in accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale, definendo le modalità realizzative.

Con deliberazione di Giunta regionale n. 2010/2024 ha approvato le Linee guida regionali (1) che collocano la FFTP dentro un contesto economico in trasformazione: digitalizzazione dei processi, ridefinizione delle filiere di produzione, riconfigurazione delle catene di valore; tutto ciò comporta necessariamente innovazione tecnologica e fabbisogni di nuove competenze. In questo quadro, la filiera formativa, istituita dalla Legge 121/2024, viene descritta come leva per rendere strutturale il raccordo tra il sistema educativo secondario (Istituti tecnici e professionali scolastici e Istruzione e formazione professionale regionale) con il sistema terziario professionalizzante (ITS Academy).


Note

(1): Approvate con Delibera Giunta regionale 2010 del 20/12/2024 e aggiornate con Delibera Giunta regionale 1757 del 05/12/2025. 

Dalla norma al “modello” la scelta FVG

Il tratto distintivo del Friuli Venezia Giulia (FVG) è che il modello dichiarato non nasce “a tavolino” in astratto, ma viene ancorato esplicitamente alle priorità di competenze espresse dal sistema regionale dei Cluster (2). Qui sta la prima innovazione: l’analisi dei fabbisogni a monte non è un passaggio accessorio, ma una premessa organizzativa.

Le Linee guida ricordano infatti che i Cluster operano come sistema intelligente capace di attivare sinergie e, soprattutto, sviluppano già collaborazione con il sistema educativo e formativo, contribuendo alla rilevazione dei fabbisogni occupazionali e al dialogo con gli ITS Academy.

In altri termini, non si tratta solo di “sentire le imprese”, ma di usare una infrastruttura regionale di intermediazione (i Cluster) per collegare in modo continuativo innovazione, profili emergenti e progettazione formativa.

Nel modello FVG quindi i Cluster non sono solo “stakeholder”, ma diventano lo snodo che orienta priorità, profili e competenze verso cui indirizzare l’offerta.

 

 

 

 


Note

(2): I cluster tecnologici del Friuli Venezia Giulia sono reti regionali che aggregano imprese, università, centri di ricerca ed enti pubblici per promuovere innovazione e competitività in settori chiave. Riconosciuti dalla L.R. 3/2015, mirano a sviluppare sinergie per la crescita economica, la trasformazione digitale e il trasferimento tecnologico. Attualmente sono attivi i cluster dell’Economia marittima/aerospazio/rinnovabili, Agrifood, Tecnologie digitali, Scienze della vita, Legno/arredo casa, COMET Metalmeccanica, Cultura e creatività oltre che il Turismo.

Filiera e reti: due livelli che si parlano

La seconda innovazione è di governance: non una singola rete “che fa tutto”, ma un impianto a due livelli. Le Linee guida definiscono una fisionomia che distingue:

• Un livello regionale: più filiere a dimensione regionale che assumono una fisionomia e un collegamento con le caratteristiche produttive dei Cluster; sono filiere agganciate ai SEP (Settori Economici Professionali dell’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni), che al loro interno individuano i Processi di lavoro dei SEP più strategici per l’economia regionale; processi di lavoro quindi come unità di progettazione e ponte più diretto tra scuola/formazione e imprese.


• Un livello territoriale: reti/campus subregionali, composte da istituzioni scolastiche e formative, che erogano percorsi quadriennali (IT/IP/IeFP), attivando connessioni sia orizzontali sia verticali verso ITS Academy (ed eventuali percorsi IFTS).

Questa architettura serve a tenere insieme due esigenze complementari: dialogo continuo con i Cluster (quindi con l’evoluzione del lavoro) e, contemporaneamente, flessibilità territoriale per attivare più reti con processi diversi dentro la stessa filiera o, viceversa, reti su uno stesso processo presenti in territori diversi.

Questa organizzazione evita due rischi opposti: da un lato, una regia troppo centralizzata; dall’altro, reti che nascono “a macchia di leopardo” senza una grammatica comune. La distinzione filiere/reti è esplicita nelle Linee guida e ne costituisce la spina dorsale organizzativa.

  

 

 

Accompagnamento iniziale: creare le condizioni perché le reti nascano davvero

Se si vuole che un partenariato sia reale, serve un investimento intenzionale su linguaggio comune, aspettative, chiarimenti su ruoli e vincoli. In altre parole: la rete non si “decreta”, si costruisce.

Per questo la Regione, mentre da un lato stava costruendo le Linee Guida di cui sopra approvate a dicembre 2024, ha nel contempo organizzato dal mese di maggio gli incontri con i Cluster regionali e, in accordo con l’USR, un incontro seminariale in presenza con i referenti degli Istituti di Istruzione, degli IeFP regionali e degli ITS Academy interessati ai percorsi formativi in filiera, con l’obiettivo di illustrare la riforma 4+2 e favorire la nascita delle reti.

A questo primo incontro ne sono succeduti molti altri, tra fine ottobre e inizio novembre, specifici di filiera/processo al fine di raccordare le opportunità del sistema dell’istruzione, della formazione professionale regionale e degli ITS.

Tutto ciò ha portato all’attivazione a dicembre 2024 (avvio anno formativo 2025/26) di 7 filiere con 11 reti territoriali a cui hanno fatto seguito a dicembre 2025 (avvio anno formativo 2026/27) due nuove filiere per complessive 20 reti, con un aumento delle scuole coinvolte da sette a tredici e degli enti formativi regionali da quattro a dieci.

Le filiere ad oggi attive in Regione Friuli Venezia Giulia fanno riferimento ai settori della Metalmeccanica e Meccatronica, dell’Energia, dei Servizi commerciali, dell’Edilizia, dei Servizi digitali, del Turismo e Agroalimentare. A partire dall’anno scolastico 2026/27 si avvieranno anche i percorsi in filiera nel settore della Logistica e della Chimica.

Rispetto alla Istruzione e Formazione Professionale Regionale (IeFP) la Regione ha attivato delle misure di potenziamento quali:

• aumento delle ore annuali dei percorsi (da 1.056 a 1.188) e rimodulazione delle ore di alternanza (percorsi ordinari anziché duali) in modo da potenziare la formazione delle competenze di base e trasversali;
• uno specifico percorso di accompagnamento per il coordinamento, la progettazione e la promozione delle filiere formative tecnologico-professionali;
• una specifica misura di potenziamento delle attrezzature laboratoriali;
• il potenziamento dei modelli di didattica attiva;
• una collaborazione con la Regione Lombardia per lo sviluppo di specifici strumenti e metodologie di valutazione degli apprendimenti (per risultato), in particolare sulle competenze di base e a tendere su quelle trasversali (3).

Nei paesi dell’Unione Europea, l’obiettivo di creare, nell’ambito dell’istruzione tecnica e professionale, un percorso ordinamentale che raccordi il mondo della scuola e quello del lavoro è una realtà ampiamente consolidata. Così come la riduzione da cinque a quattro anni dell’istruzione secondaria.
Per la Regione Friuli Venezia Giulia la riforma delle Filiere Formative Tecnologico Professionali e la nuova geometria 4+2, rappresenta un’opportunità di consolidare la connessione del sistema dell’istruzione e della formazione professionale alle richieste del tessuto produttivo locale, di potenziare il necessario adeguamento delle competenze a fronte di una fase storica caratterizzata da una accelerazione senza precedenti dei processi di trasformazione tecnologica, produttiva, culturale e sociale, che rischiano di aumentare il divario tra i sistemi formativi e il mondo del lavoro.

Diverse sono le sfide che questa riforma pone al centro delle scelte regionali. È necessaria una strategia complessiva per ridisegnare l’intero sistema di programmazione del sistema di istruzione e formazione in termini di attrattività e risposta alle scelte delle studentesse e degli studenti del territorio regionale, che deve coniugare una vasta offerta di percorsi tradizionali e sperimentali di istruzione e formazione con un tema legato alla denatalità. È altresì fondamentale per le Filiere Formative Tecnologico Professionali regionali investire sulla contaminazione e integrazione del mondo dell’istruzione con quello della formazione professionale, rendendo effettiva la coprogettazione dell’offerta, la flessibilità didattica e organizzativa, l’adozione di metodologie innovative, l’utilizzo in rete di tutte le risorse professionali, logistiche e strumentali disponibili e il dialogo continuo con il sistema produttivo locale.

La capacità di formare figure professionali in grado di operare immediatamente in ambiti tecnologici avanzati, rispondendo alla rapida evoluzione del mercato e al superamento dello skill mismatch, si conferma come un elemento centrale per l’attrattività e la competitività territoriale.

  

 

 


Note

(3): Come auspicabile dalla legge n. 22 del 19/02/2025 sullo sviluppo di competenze non cognitive e trasversali nei percorsi delle istituzioni scolastiche e nei percorsi di istruzione e formazione professionale.